Il TrustRank in 6 punti

E’ ormai nota l’importanza del TrustRank nel posizionamento in Google, ovvero l’algoritmo che assegna un determinato valore ad ogni dominio a secondo di vari fattori.

Devo avvisare che il mio articolo è basato su test effettuati da me o da altri colleghi ed in parte su nozioni ormai acquisite.

Alcuni consigli che vi do ora sono frutto di una mia interpretazione logica dopo mesi di analisi effettuata su siti di clienti, ma non vi è nessuna prova scientifica.

Sto per elencarvi 6 metodi che “possibilmente” agevoleranno la visibilità generale del vostro sito.

1) Acquisite link da siti molto autorevoli nel vostro settore

Probabilmente questo è il più banale dei consigli. Google stesso ha fatto sapere più volte quanto sia importante ricevere link da siti autorevoli e con un tema attinente al proprio. Del resto la qualità dei link erano importanti anche prima dell’avvento del TrustRank, anche se ora l’importanza è maggiore. Un link da un sito “Trusted” da Google vale oro e potrebbe cambiare di molto la propria storia nel ranking.

Con il TrustRank la quantità non è più importante quanto la qualità.

2) Mettete un certificato SSL al vostro sito (se avete moduli o qualsiasi pagina che tratta dati personali)

Google e altri motori di ricerca apprezzano i siti con certificati SSL. Il TrustRank aumenta sicuramente se un sito dispone di un sistema criptato per tutelare i propri utenti. Quanto aumenta? Non lo so, ma da alcuni test posso dire che questo accorgimento può essere rilevante.

3) Usate un IP dedicato

Un IP dedicato è sempre meglio di un IP generico, magari condiviso in un Hosting pieno di siti poco “trusted” o addirittura bannati o “borderline”. Google e Yahoo! (non ho prove su Bing al momento) controllano i siti imparentati con l’IP utilizzato. Per questo statico è meglio! Il TrustRank ne trarrà benefici!

4) Cercate di farvi listare in Directory “Trusted”

I link dalle directory valgono sempre meno, ma i motori di ricerca danno ancora peso ai link da alcune directory considerate ad alto “Trust”. Prima su tutte Dmoz.

5) Registrate il vostro dominio per almeno 10 anni

Questo è uno di quei consigli che non hanno un riscontro su test, ma nasce da alcune mie, e non solo, considerazioni che vi elenco di seguito:

Siamo sicuri che i motori di ricerca hanno la tecnologia per leggere i dati del whois, ma nessuno può sapere come vengono usati.

Gli spammer o chi non ha intenzioni serie sul web registrano domini con scadenza annuale in quanto sono consapevoli di avere vita breve nelle SERP.

Poiché Google ha accesso a tutti questi dati e li potrebbe considerare attentamente, è logico pensare che un dominio di durata lunga possa ricevere un trust più alto perché già di base dovrebbe far supporre un’intenzione diversa e di lunga durata da attività illecite o di spam.

6) Non proteggete i dati del whois con la protezione anonima

Il motivo è lo stesso per il punto 5 e anche questo non ha nessun riscontro su test.

Ovviamente il TrustRank si basa su centinaia di fattori ma credo che questi 6 consigli possano aiutare ad aumentarlo.

Sono aperto alle vostre considerazioni.

Simone