Bounce Rate e SEO

Ho scritto questo articolo semplicemente perché sono stufo di leggere articoli di “esperti SEO” parlare di bounce rate come fattore importante per il posizionamento in Google. Non amo fare critica ma in certi casi vale la pena, anche perché la disinformazione è cosa brutta.

Il bounce rate è un dato magnifico e sicuramente può aiutare a valutare la qualità di una pagina, ma non è detto che una frequenza di rimbalzo alta deve necessariamente indicare una qualità bassa.

Prima di entrare nel dettaglio trascrivo la definizione di frequenza di rimbalzo secondo la guida di Google Analytics:

“La frequenza di rimbalzo indica la percentuale di visite di una sola pagina, ossia le visite in cui l’utente ha abbandonato il sito dalla pagina di destinazione.”

La guida di Google inoltre dice:

“Questo parametro è un indicatore della qualità delle visite. Una frequenza di rimbalzo elevata in genere indica che le pagine di entrata non vengono giudicate pertinenti dai visitatori. Più efficace è la pagina di destinazione, più numerosi saranno i visitatori che rimarranno sul sito e realizzeranno una conversione. Puoi ridurre al minimo la frequenza di rimbalzo adattando la pagina di destinazione alle parole chiave e agli annunci utilizzati. Le pagine di destinazione devono fornire le informazioni e i servizi garantiti nel testo dell’annuncio.”

Probabilmente, anche grazie a questo paragrafo nella guida di Google Analytics, molti SEO hanno iniziato a parlare di bounce rate come fattore utilizzato nell’algoritmo di Google.

E’ importante però fare 5 precisazioni:

1) Google non utilizza i dati di Google Analytics nell’algoritmo per il posizionamento nei risultati di ricerca. Questo è stato precisato più volte dagli esponenti di Google anche di recente (Vedi SMX West 2012 o SMX Advance 2010). Inoltre, non tutti i siti utilizzano Google Analytics, quindi sarebbe ingiusto valutare i siti con GA in un modo e i siti senza in un altro.

2) Il Bounce Rate per essere un dato efficace va suddiviso in due tipi: “Long Click Bounce” o “Short Click Bounce” . In Italiano li ho voluti ridefinire in “Rimbalzo Positivo” o “Rimbalzo Negativo”. Il rimbalzo positivo è tale quando la media del tempo di visita sulla pagina per utente è alta. Il rimbalzo è negativo quando la media del tempo di visita sulla pagina è bassa. Google non può valutare questo dato, non utilizzando i dati di Google Analytics.

3) Non avendo gli accessi ad Analytics, Google non può vedere l’ultima azione dell’utente. Può solo fare una stima di quanto l’utente è rimasto sulla pagina nel caso tornasse indietro nella pagina dei risultati di ricerca.

4) Il Bounce rate è un valore facilmente truccabile. Sarebbe la manna caduta dal cielo per tutti i SEO amanti dello spam.

5) Un utente può rimbalzare da una pagina dopo aver fatto una ricerca ma può anche tornarci dopo aver finito la comparazione. Senza i dati di Google Analytics questo passaggio non può essere analizzato, falsando l’efficacia dell’uso del semplice dato sul bounce da parte dell’algoritmo.

Le mie considerazioni finali

Il bounce rate non è un dato utile per l’algoritmo di Google. Se ben analizzato e utilizzato come dato complementare ad altri, è un dato utile per capire se una pagina è efficace o meno, ma non avendo questo dato disponibile per tutti i siti indicizzati, dubito fortemente che Google possa avvalersene per stilare le pagine dei risultati di ricerca.

Forse in futuro le cose cambieranno, ma è prematuro dire che il bounce rate è un fattore che può determinare il ranking di una pagina. Ho visto tanti blog parlare del bounce rate come elemento sempre più importante nel ranking ma mai nessuno ha portato in evidenza risultati di test prettamente scientifici. Pur gestendo oltre 50 account di Google Analytics non ho mai trovato una correlazione tra il posizionamento e il bounce rate. Ho potuto constatare addirittura pagine indicizzate al primo posto di Google con keyword estremamente competitive nel settore turistico con bounce molto alti, a volte addirittura del 98% su decine di miglia di visite mensili.

E’ facile parlare di fattori che influiscono nel ranking di un sito, essendo l’algoritmo estremamente protetto e segreto.  Si può dire tutto e il contrario di tutto. Ma sin da quando ho iniziato a fare questo lavoro mi hanno sempre insegnato che l’unico fattore importante nel posizionamento che può essere definito tale è quello che è stato testato con metodologie scientifiche o quello che è stato suggerito da Google attraverso i documenti ufficiali come la guida per i webmasters.

Spero qualcuno abbia la possibilità di smentirmi con qualche dato scientifico sul tema… i commenti sono aperti.

  • http://salvatorecapolupo.it salvatore

    Ciao Simone,

    faccio parte di chi sta un po’ “santificando” il BR ma questo, personalmente, non mi porta alle conseguenze che tu critichi a mio avviso giustamente. Al di là dei casi specifici, la mia considerazione è che il bounce rate è un fattore che influenza la qualità della pagina, e potrebbe per questo influenzare il posizionamento. Non fosse altro che è un indice puro di Information Retrieval, nello specifico della pertinenza della query rispetto alla pagina… anche se misurata in modo un po’ approssimato, se vogliamo.

    Ti credo pienamente se dici che esistono ottimi rank a rimbalzo elevato, sta di fatto che nei miei blog curarlo per mesi mi ha aiutato moltissimo. Di fatto, ad esempio, chi resta più sulla pagina è più propenso a cliccare un banner o commentare, e per me è importante anche solo questo … visto che cerco sempre di non farmi ossessionare dalla prima pagina ad ogni costo, almeno i lettori del blog sono soddisfatti :)

    Non voglio con questo dire che ci sia una correlazione tra le due quantità, sarebbe eccessivo da sostenere senza prove. Pero’ un occhio al bounce va sempre dato, secondo me: se gli utenti rimbalzano e sono tanti non è una buona cosa in generale – a meno che, ovviamente, non si tratti di pagine specifiche in cui il “raggio d’azione” dell’utente è molto limitato (ad esempio iscrizione ad una newsletter)

    Non mi è troppo chiaro il punto 4, a tale riguardo (“Il Bounce rate è un valore facilmente truccabile. Sarebbe la manna caduta dal cielo per tutti i SEO amanti dello spam.”) – come farebbe teoricamente un webmaster a truccarlo?

    Grazie e buon lavoro, Salvatore

  • simleon

    Ciao Salvatore, concordo con te sull’importanza del bounce rate. E’ un buon dato da usare insieme ad altri. E’ molto interessante dividere il bounce in bounce negativo o bounce positivo, come ho scritto nell’articolo. Per quanto riguarda la facilità di SPAM, è abbastanza semplice. Su pagine che hanno poco traffico basta creare dei proxy con cui cliccare sulle pagine senza creare dei bounce, abbassando facilmente la media. Grazie per il tuo apprezzato intervento. A presto.

  • Mauro

    articolo interessante. Il BR è un dato di cui tenere conto ma entro certi limiti. Nell’ambito in cui mi muovo – travel – non è raro avere search form che puntano a url esterne. Per es:
    URL: domain.com
    SEARCH FORM: res.domanin.com

    In questo caso il BR non puo’ essere un dato negativo, tutt’altro.

  • pizzamargherita

    Faccio i complimenti all’autore dell’articolo! Finalmente leggo un post di qualcuno che analizza i dati e probabilmente legge post ufficiali.
    Purtroppo siamo circondati da pseudo Guru che per vendere qualche libro in più a non professionisti di settore oppure per poter essere inviati come esperti a fiere e congressi, si inventano crociate senza basi scientifiche (e spesso nemmeno empiriche).
    Anche a me fa sorridere leggere di google che controlla i bounce rate. Ma come si fa solo a pensarlo!! Vorrebbe dire che google posiziona solo coloro che hanno google analytics? E che usa i dati di GA per il posizionamento? Se fosse così Shynistat e e altri gongolerebbero in quanto precipiterebbero le installazioni di GA… lo eliminerebbero tutti i maggiori siti e portali (che sicuramente non vivono di seo ma portano visitatori grazie alla pubblicità).
    E poi sarebbe un gioco da ragazzi fregare google in tal caso :)
    E’ troppo facile dichiararsi esperti seo, sarei curioso di capire quanti di loro hanno mai fatto un vero posizionamento oppure hanno ottenuto risultati.

  • simleon

    Grazie per i complimenti @pizzamargherita.

  • http://www.comunicaresulweb.com Alessandro

    Oh, bene: finalmente qualcuno che ha il coraggio di dire le cose come stanno e la lucidità di relativizzare concetti a cui si dà un’importanza troppo spesso carica d’ansia! Bravo!