La User Experience protagonista nel PPC dei motori di ricerca

E’ un concetto abbastanza nuovo per il search marketing, ma del tutto popolare in altri mondi come quello di eBay, Amazon ecc. Sto parlando della user experience come elemento fondamentale in una attività di internet marketing. La user experience sta diventando sempre più uno dei fattori determinanti anche nel mondo del PPC come Adwords e Yahoo Search Marketing.

Google è stato il primo motore di ricerca a “sposare” il concetto che ha reso eBay e Amazon famosi. La user experience, utilizzata per premiare o punire gli advertiser.

Mi allaccio a un articolo molto bello di David Rodnitzky che scrive come me sulla rivista specializzata Search Marketing Standard. Il suo articolo si intitola: “Is Your Money Green Enough for the Search Engines?” Il senso di questa domanda è abbastanza provocatoria e rispecchia esattamente il problema. Vuole far capire ai suoi lettori che si possono spendere anche 10 dollari a click per una keyword, ma non è detto che possano bastare per uscire tra i listing di Google o Yahoo!

I soldi da soli non bastano per comprare il traffico

Il quality score di Google non si basa solo sui fattori di ottimizzazione delle landing pages del sito, ma anche sulla user experience. La user experience è molto più difficile da controllare e da gestire per un marketer. I motori di ricerca hanno facoltà di “bannare” o rendere la vita impossibile (portando il CPC minimo a prezzi esorbitanti) agli advertiser che hanno una user experience negativa. Google ha messo a disposizione già da diverso tempo, un link che porta ad una pagina per rilasciare feedback dei risultati di ricerca di Adwords. Un utente può scrivere feedback negativi su un certo sito e Google può valutare di abbassare il quality score dell’advertiser o addirittura bannarlo da Adwords senza appello.

Ma quali sono le regole del gioco? Quali sono i fattori che determinano la user experience per Google e Co?

– Rispettare le promozioni e le offerte pubblicizzate negli annunci
– Spedire i prodotti entro i tempi scritti nel sito
– Addebitare il cliente degli importi giusti e chiaramente scritti nel sito al momento dell’acquisto

Il concetto del quality score è molto semplice e chiaro: Se gli advertiser di Google deludono gli utenti del motore di Ricerca, gli utenti di Google cercheranno tramite altri motori di ricerca, portando a una diminuzione di revenue. E’ semplice capire che è nell’interesse di Google che i siti sponsorizzati soddisfano gli utenti.

Avere un sito ben ottimizzato e un buon budget da investire nel PPC non è più sufficiente per comprare traffico di qualità a buon prezzo. La soddisfazione del cliente diventa fondamentale anche nel Search Marketing. Un quality score basso può far salire il CPC oltre i 10 euro.

Per non vedersi abbassare il quality score a causa della user experience è sufficiente essere onesti negli annunci pubblicitari, e rispettare le condizioni proposte nel sito. In realtà non vi sto dicendo nulla di nuovo, sto solamente ricordando gli aspetti fondamentali di un buon commercio.

Simone