Come Evitare il Not Provided in Google Analytics

Anche in Italia, da qualche mese, Google ha smesso di far vedere le keyword d’ingresso di tutti quegli utenti che hanno fatto la ricerca da “loggati”. Google Analytics raggruppa tutte queste keyword sotto il nome “not provided”. Altri strumenti di web analytics, tipo statcounter, non mostrano nulla.

Non voglio entrare nel merito del problema, in quanto se ne è discusso già molto in altri blog e forum. Oggi voglio guidarti alla creazione di un filtro per Google Analytics che può migliorare il report delle keyword d’ingresso, trasformando il termine “not provided” in un termine che aiuta a far capire la landing page di quella keyword.

Ho creato degli screenshot, spero siano chiari a sufficienza per facilitarti il lavoro. Continua a leggere

Robots.txt – Guida su come creare un file robot per i motori di ricerca

Il file robots.txt è un file utilizzato per negare o autorizzare l’accesso agli spider dei motori di ricerca nel sito o in alcune pagine e risorse web.

Il file deve chiamarsi robots.txt e deve essere inserito nella root principale del sito: http://www.tuosito.com/robots.txt.

Il formato del file robots.txt

La formattazione e la semantica del file “/robots.txt è così come segue:

Il file consiste in uno o più linee e ogni record contiene linee formate da “:”. Il nome del campo è case insensitive (puoi usare sia il maiuscolo o il minuscolo).

I commenti possono essere utilizzati inserendo il carattere  ‘#’ (usando codifica UNIX). Tutto ciò nel campo del carattere  ‘#’ non viene considerato dalla macchina che legge il file. Continua a leggere

SEO aggressivo? Google ti penalizza

Matt Cutts ha anticipato al SXSW che gli ingegneri di Google stanno lavorando ad un algoritmo che sarà in grado di capire se una pagina e’ sovra-ottimizzata: troppe keyword inserite nel testo in maniera poco naturale, tanti link ottimizzati ecc.

La novità dovrebbe essere lanciata tra qualche settimane, ma gira voce che Google sia già uscito con questo algoritmo, soprattutto in alcuni data center americani. Nella community SEO c’è fermento, in quanto sembrano che le SERP in questo periodo hanno ballato non poco.
Per chi ha sempre fatto SEO etico integrato ad una strategia di contenuti di qualità non dovrebbe avere problemi. A rischio sono invece tutti quei siti che hanno contenuti pensati per i motori di ricerca e meno per gli utenti.

In molti blog ho letto articoli allarmanti sul fatto che presto scomparirà la professione del SEO specialist e che il SEO Continua a leggere

Google Pagerank non funziona – è morto?

Da questa mattina il valore del Google PageRank di tutti i siti è NA o 0, facendo pensare che finalmente Google si sia deciso a “staccare la spina” dei server che davano questo valore. Ma in realtà non è così. Google ha solamente cambiato la URL per interrogare i datacenter mandando in crisi tutti i tool utili a rilevare il Pagerank, compresa la toolbar di Firefox.

A dire il vero, non  avrebbe cambiato molto nel mondo SEO,  se la notizia fosse vera, visto che ormai tutti i migliori professionisti SEO avevano ormai da tempo eliminato il valore del Pagerank dalla propria lista di KPI’s.

L’ultimo aggiornamento del Pagerank, confermato da Google, è stato il 27 Giugno 2011.

La prima Google Toolbar con Pagerank incorporato è stata lanciata nel lontano 11 Dicembre del 2000, quasi 11 anni fa.

Google Panda anche in Italia

E’ finalmente stato lanciato il tanto atteso aggiornamento di Google, denominato Google Panda. La notizia è stata data direttamente da Google attraverso il proprio blog.

Il nuovo algoritmo Panda fino ad oggi era disponibile solo sulle ricerche in lingua inglese. Da oggi sarà disponibile su tutte le ricerche tranne quelle in lingua Giapponese, Coreana e Cinese.

L’aggiornamento “migliorativo” dovrebbe influenzare circa il 6-9% delle ricerche. I siti più colpiti saranno quelli che hanno contenuti non originali o con contenuti senza valore aggiunto.

Simone

Yahoo! e Bing uniti nella ricerca organica

Yahoo! e Bing hanno ufficialmente annunciato che i risultati organici dei due motori di ricerca saranno uniti dal 3 di Agosto 2011. Ecco cosa dice Yahoo!:

“La transizione dei risultati organici sarà effettiva dal 3 agosto 2011 su tutte le property europee in Italia, UK, Francia, Germania e Spagna.”

Per il momento le campagne PPC resteranno ancora divise.

Inoltre Yahoo! chiuderà a breve il Yahoo! Site Explorer in quanto tutto potrà essere gestito dal Bing webmaster tools .

E’ giunto il momento di salutare il motore di ricerca Yahoo! Search, prima vera vittima dello strapotere di Google. L’alleanza con Microsoft servirà a guadagnare qualche quota di mercato?

Comunicato Ufficiale di Yahoo! ai propri clienti

Gentile cliente,

ti informiamo che siamo pronti alla transizione della ricerca organica di Yahoo! Search (ovvero i risultati non sponsorizzati che si trovano nella parte centrale della pagina di ricerca di Yahoo!) a Microsoft.
Questo è un importante traguardo della Search Alliance (l’accordo Search tra Yahoo! e Microsoft) e ci aiuterà a raggiungere il nostro obiettivo di migliorare ulteriormente la rilevanza complessiva dei risultati search di Yahoo! a livello globale.

La transizione dei risultati organici sarà effettiva dal 3 agosto 2011 su tutte le property europee in Italia, UK, Francia, Germania e Spagna.

In questa fase non è richiesta nessuna azione da parte tua, però, nel caso in cui i risultati organici fossero una fonte rilevante di visite al tuo sito, ti consigliamo di seguire i nostri suggerimenti per affrontare al meglio i prossimi cambiamenti:

– Confronta prima della transizione il posizionamento delle principali parole chiave legate al tuo business sia

su Yahoo! Search che su Bing, in modo da verificare qualunque potenziale impatto sul tuo traffico e sulle tue s

vendite.

–  Valuta se aumentare la pressione delle tue campagne a pagamento per compensare eventuali diminuzioni

di accessi al tuo sito dalla ricerca organica

Consulta la pagina Bing webmaster tools e ottimizza il tuo sito per essere indicizzato dal crawler di Bing.

Così facendo ne faciliterai il posizionamento tra i risultati di ricerca organici sia di Yahoo! che di Bing.

Ti ricordiamo che Yahoo! in questa fase NON sta migrando i risultati a pagamento, e che quindi puoi continuare a gestire il tuo account Yahoo! Search Marketing come sempre. Ti comunicheremo con largo anticipo la transizione delle ricerche a pagamento, in modo da garantirti un’esperienza di qualità.

Cordialmente,

Il team Yahoo!

Accedere ad AdWords dall’ipad e iPhone

L’Ipad e’ uno strumento incredibile, soprattutto per un consulente come me spesso fuori ufficio tra un paese e l’altro. Ho fortemente voluto l’ipad per poter lavorare in totale mobilita’ senza dovermi portare sempre dietro il mio Mac Book Pro portatile.

Essendo un consulente di Search Marketing ho la necessita’ di accedere tutti i giorni ad AdWords per utilizzare il keyword tool e per monitorare e gestire le campagne dei miei clienti. Sono rimasto davvero deluso e sinceramente un po’ preoccupato quando ho scoperto che Safari per iPad e iphone non permette di accedere all’interfaccia di AdWords. Ogni volta che ci provavo andava in crash.

Ho fatto diverse ricerche, ed ho trovato moltissimi utenti iPad e IPhone molto alterati per la situazione. Il problema non e’ limitato al mio iPad ma a tutti i dispositivi con safari mobile compreso iPhone e iPod.

Apple e Google non hanno aiutato quando ho cercato di capire se ci fosse un “workaround” per risolvere il problema così mi sono affidato al consiglio di un utente americano che ha risolto il suo problema attraverso un browser chiamato Mercury.

Mercury e’ scaricabarile in versione gratuita, con qualche limitazione e un fastidioso banner pubblicitario. Per fortuna la versione a pagamento costa meno di un dollaro! Con Mercury e’ possibile accedere a tutte le funzionalità di AdWords senza alcun problema, tranne un po’ di lentezza… ma non si può avere tutto dalla vita. Spero che prima o poi Apple o Google possano travate una soluzione al limite tecnico di Safari perché sinceramente e’ assurdo che il tablet più venduto al mondo sia lacunoso in un punto così importante.

Spero che questo articolo possa aiutare tutti i disperati che sono alla ricerca di una soluzione per accedere ad AdWords con l’iPad o l’iPhone.

Per scaricare Mercury clicca qui.

Simone

Google Remarketing (Retargeting)

Era evidente che qualcosa sarebbe successo nel mondo del Content Network di Google Adwords. Le performance di questo canale, infatti, erano assolutamente da migliorare giacché troppo deboli rispetto ad altri canali di Marketing, soprattutto se paragonate ad altre forme offerte dai competitor.

Il colosso californiano ha affrontato il problema con diverse migliorie, tra cui con il famoso “retargeting”, già inventato e testato con successo in casa Yahoo! Google in realtà lo chiama “remarketing” ma sostanzialmente è la stessa cosa.

Cos’è il Retargeting?

Per spiegarti cos’è esattamente il retargeting userò l’esempio fatto da Google:

Facciamo finta che sei un commerciante online che vende stampanti e TV. Con il retargeting puoi far vedere annunci pubblicitari relativi alle televisioni a quelle persone che hanno visitato la sezione delle televisioni sul tuo sito e puoi proporre prodotti correlati rilevanti come sistemi audio surround, lettori DVD, ecc. In poche parole il sistema retargeting è sviluppato per seguire gli utenti che navigano il proprio sito o canali del proprio brand (per esempio Youtube) per poi proporgli gli annunci pubblicitari più idonei in siti esterni (più di un milione i partner di Google).

Ecco come funziona: Va aggiunto un pezzo di codice (remarketing tag) a pagine del tuo sito che corrispondono ad una certa categoria che vuoi promuovere. Per esempio, aggiungendo un tag per “TV” su tutte le pagine dove  vendi televisioni ti permetterà di servire annunci pubblicitari rilevanti sulle televisioni a tutti gli utenti che visitano quelle pagine.

Alcuni esempi di utilizzo del retargeting

Il retargeting può essere utilizzato per:

  • Proporre prodotti correlati a quelli acquistati / visitati nel proprio sito,
  • Far visualizzare annunci pubblicitari agli utenti che non hanno finito il processo di acquisto,
  • Rafforzare il Brand Awareness con una continua esposizione “comunicando” a utenti che hanno già visitato il sito almeno una volta.

Video su Come creare una campagna Google Remarketing

Un po’ di numeri

Un report recente di Advertise.com e SEMPO, ha evidenziato che il 70% dei marketer online non hanno una strategia di retargeting nel marketing mix. Questo fa capire l’opportunità di marketing che si viene a creare con la nuova funzionalità introdotta da Google.

I dati di performance sono molto positivi, infatti, Fetchback, una piattaforma di retargeting, ha divulgato dati che dimostrano che nel giorno di San Valentino, attraverso la loro piattaforma, gli advertiser hanno avuto un ritorno d’investimento del 600% con click through rates del 11%. La stessa Fetchback ha dichiarato che il retargeting può avere una performance migliore del 74% rispetto alle campagne PPC normali.

Conclusioni

Il retargeting è uno strumento di marketing molto interessante e se utilizzato nella maniera appropriata può dare solo benefici alle proprie campagne di Display.

Se vuoi sapere se il retargeting (o remarketing) è integrabile nella tua strategia di marketing, contattami. Posso consigliarti e gestirti le tue campagne su Google Adwords.

SEO per Google Places

La SEO localizzata ha fatto parte della mia crescita professionale negli anni che lavoravo come SEO in eBay (2005-2009) sul sito Kijiji.it , a suo tempo strutturato completamente su sotto-domini localizzati del tipo milano.kijiji.it, roma.kijiji.it… proprio per riuscire a posizionarsi bene con tutte le città con keyword come “annunci milano”, “annunci roma” ecc.. Qualche anno fa questa era una strategia perfetta. Kijiji dominava le SERP con tutte le query locali più importanti.

Siamo ormai prossimi al 2011 e non solo la strategia dei sotto-domini è da considerarsi “antica” come può essere un quadro di Leonardo da Vinci, ma ora anche la strategia che si usava fino a ieri potrebbe essere assolutamente inadeguata, soprattutto nel posizionamento per keyword locali.

Google ha cambiato le carte in tavola ancora una volta e chi gioca si deve adeguare. Il tema della SEO localizzata, ovvero la strategia di ottimizzazione per posizionarsi con “keyword + località”, era già ostico prima e ora con l’ultimo aggiornamento di Google lo sarà ancora di più. Questo perchè il motore di ricerca californiano ha deciso di dare molta importanza ai risultati di Google Places nella SERP, oscurando o quasi, i risultati

“normali”.

Ci sono anche altri fattori che rendono la strategia locale una vera e propria sfida per i SEO Specialists di tutto il mondo e questi sono:

  • L’algoritmo che gestisce le query locali è cambiato tantissimo diventando sempre più sensibile al comportamento dell’utente e all’IP della connessione internet (che determina una località specifica – seppur in Italia spesso imprecisa),
  • Molti SEO ipotizzano che la località nel dominio può aiutare molto il posizionamento locale,
  • Acquisire link “locali” è molto complicato.

Questi cambiamenti renderanno sicuramente più felici gli utilizzatori di Google che troveranno risultati sempre più pertinenti e rattristeranno tanti webmaster con siti a carattere locale.

Vista la nuova importanza di Google Places nelle SERP delle ricerche locali oggi voglio darvi qualche consiglio su come fare.

Strategia SEO Geocalizzata su Google Places

Gli aggiornamenti di Google hanno fatto si che ora ci sono due tipologie di risultati locali integrati tra di loro in una query:

  1. google palces con la mappa integrata (posizionati ai primi posti in una SERP)
  2. risultati “organici – classici” (con il nuovo aggiornamento vanno in secondo piano).

I fattori che determinano il posizionamento in Google Places sono diversi da quelli “classici” e questi sono:

  • Contenuti nelle schede di Google Places
  • Recensioni e giudizi degli utenti
  • Citazioni a carattere locale da siti autorevoli (i nuovi link)
  • Coerenza dei dati aziendali tra il proprio sito e le risorse esterne
  • Fattori lato utente: IP di chi fa la ricerca, user behaviour …
  • Ottimizzazioni ON-site classiche (Title / On page ecc)

Alcuni consigli utili per l’ottimizzazione in Google Places:

Inserisci la tua scheda in Google Places

Il primo step è sicuramente quello di inserire la tua azienda / attività su Google Places attraverso la registrazione. E’ da considerare anche l’inserimento su Bing Maps e Yahoo! Local.

Ottimizza i tuoi profili aziendali nelle varie directory a carattere locale

Così come i link sono fondamentali per il ranking nelle SERP “normali”, le citazioni nelle directory e nei siti a carattere locale “autorevoli”, ad esempio pagine gialle, sono fondamentali per un buon ranking in Google Places.

Un’attività di inserimento in queste directory e siti autorevoli è consigliata. Ogni tipologia di Business ha le proprie directory locali che Google considera autorevoli.

E’ importante ottimizzare tutti i vari profili aziendali online cercando di essere coerenti tutte le volte con i numeri di telefono e gli indirizzi. L’algoritmo di Google valuta molto questo fattore.

Per esempio, se sul sito utilizzo il numero di telefono con la forma +39 02 090 0901 dovrei fare lo stesso anche nelle directory e nei siti esterni. Scrivere il numero di telefono in modi diversi, ad esempio 0039 (0) 2 090 0901 sarebbe un errore.

Incoraggia i tuoi clienti a scriverti recensioni e darti dei giudizi

Un altro fattore fondamentale che può determinare il ranking in Google Places è la recensione e il giudizio dell’utente. Ovviamente migliori sono i giudizi migliore potrebbe essere il ranking. Incoraggiate i vostri clienti a lasciare una recensione su Google, è semplice e immediato. Una strategia che ho proposto ad un mio cliente titolare di uno studio dentistico è stata quella di offrire uno sconto a tutti i clienti che lasciavano una recensione su Google Places tramite apposito link.

Attenzione: Google è in grado di capire se una recensione è finta. Le recensioni finte sono contro la legislazione europea e comunque Google potrebbe escludere il vostro sito da Google Places con un ban.

Aumenta l’engagement con gli utenti di Google Places

Come in qualsiasi attività di Online Marketing, anche in Google Places l’engagement è importante. Questa si può aumentare con l’inserimento di immagini, video e buoni sconti sotto forma di coupon codes all’interno delle schede.

Oltre ai metodi nuovi non vanno dimenticati quelli classici della SEO, ovvero l’ottimizzazione on site che deve essere coerente con le località da promuovere.

Appena riesco vi propongo una lista di siti autorevoli da utilizzare per aumentare le citazioni esterne che miglioreranno il vostro ranking.

A presto e buona ottimizzazione!

Simone

Google Place Search:  Nuova funzione per la ricerca locale

Un esempio di query locale su Google.co.ukLa notizia arriva direttamente dal blog di Google. E’ online la nuova funzionalità Google Place Search, che ha lo scopo di migliorare la ricerca locale su Google. In pratica l’algoritmo di ricerca di Google Places è stato inglobato completamente nell’algoritmo standard.

La disposizione dei contenuti è la vera grande novità, dove la mappa va a finire sulla destra e i risultati “locali” linkati alla mappa vanno all’interno della SERP “arricchiti” da link utili più sociali dove è possibile trovare i commenti  e giudizi degli utenti,  notizie relative a quel link, foto e altro.

In Italia la funzione Place Search è operativa solo in parte. E’ invece totalmente operativa in US e in UK. Ecco un esempio di ricerca locale in UK: Pizza in London.

Riflessioni:

Non c’è dubbio sull’impatto migliorativo che ha questa funzione sulle ricerche locali degli utenti.
In termini di SEO questo cambiamento suggerisce agli esperti del settore di iniziare a dare più importanza a Google Places nella propria strategia di Search Marketing.

Un sito a target locale non inserito in Google Places potrebbe perdere una grossa opportunità di posizionamento e quindi visibilità!

E’ ormai chiaro che su tutte le ricerche locali l’algoritmo predominante è quello di Google Places. La visibilità dei risultati di ricerca di questo algoritmo è superiore ai risultati “classici”.

L’algoritmo che gestisce Google Places ha delle peculiarità diverse che ora più che mai vanno studiate. Una su tutte per esempio è che solitamente viene indicizzata la url della home page e non una pagina interna. Per esempio, se cerco “Pizza in London” su Google.co.uk tutti i risultati che fanno parte della sezione Google Place Search hanno come link la home e non una pagina interna.

Conclusioni

Le ricerche locali sono sempre di più gestite da Google Places e i risultati classici organici hanno perso importanza. L’ottimizzazione dei siti per Google Places sarà fondamentale se si vuole ottenere visibilità con le ricerche locali!

E’ per questo che amo il mio lavoro, quando si pensa di sapere tutto o quasi sul posizionamento, ti devi ricredere!

Voi che ne pensate?

Buon lavoro a tutti!