Come Evitare il Not Provided in Google Analytics

Anche in Italia, da qualche mese, Google ha smesso di far vedere le keyword d’ingresso di tutti quegli utenti che hanno fatto la ricerca da “loggati”. Google Analytics raggruppa tutte queste keyword sotto il nome “not provided”. Altri strumenti di web analytics, tipo statcounter, non mostrano nulla.

Non voglio entrare nel merito del problema, in quanto se ne è discusso già molto in altri blog e forum. Oggi voglio guidarti alla creazione di un filtro per Google Analytics che può migliorare il report delle keyword d’ingresso, trasformando il termine “not provided” in un termine che aiuta a far capire la landing page di quella keyword.

Ho creato degli screenshot, spero siano chiari a sufficienza per facilitarti il lavoro.

Step 1

Crea un nuovo profilo di backup. Quando si crea un nuovo filtro, non va mai utilizzato il profilo originale altrimenti se qualcosa va storto si rischia di inquinare i dati o addirittura perderli.

Step 2

Vai in “Amministrazione” – “Filtri” – “+Nuovo Filtro”.

Controlla di selezionare il profilo nuovo che hai appena creato e clicca su “Crea un nuovo filtro per il profilo”.

Dai un nome al filtro e seleziona “Filtro Personalizzato”. Clicca su “Avanzato”.

Step 3

Compila e seleziona:

Campo A -> Estrai A Termine della campagna (.not provided.)

Campo B -> Estrai B URI della richiesta (.*)

Output in -> Constructor Termini della campagna (nk – $B1)

Campo A obbligatorio Sì

Campo B obbligatorio Sì

Sovrascrivi campo output Sì

Maiuscole/minuscule No

Clicca su salva.

Il risultato sarà visibile dopo qualche ora (a secondo del traffico), appena Google Analytics inizierà a registrare le prime visite che sono arrivate da Google Search da utenti loggati. Al posto della keyword “not provided” troverai delle keyword chiamate “nk – nome pagina” , aiutandoti almeno a capire direttamente in quale pagina è atterrato l’utente con quella ricerca. Sicuramente meglio di un insignificante e inutile “not provided” generico.

Spero questa guida sia utile. Per qualsiasi ulteriore chiarimento non esitare a scrivermi, anche attraverso i commenti.

  • http://sen-seo.blogspot.com Daniele Trombetti

    Ciao Simone, suggerimento da mettere subito in pratica. Effettivamente il not provided è diventato veramente eccessivo. A cosa serve Google Analytics o qualsiasi altro strumento di analisi se poi non si possono rilevare i dati?

  • simleon

    Ciao Daniele, concordo. Questo è un problema che sta diventando sempre più grande per chi fa marketing online.

  • http://www.mondo-seo.com Adriano

    Buongiorno Simone, bel post e molto facile da mettere in pratica.
    Il mio parere è che bigG non fornisca quei dati perchè voglia far acquistare la versione Pro.
    Attualmente, non mi fido molto di GAnalytics perchè penso perda tantissimi dati, ma ripeto è solo una mia opinione.
    Buona giornata :-)

  • simleon

    Ciao Adriano, i dati di ricerca non saranno visibili per nessuno, nemmeno per chi ha Analytics pro. Per quanto riguarda i dati persi, anche qui non sono molto d’accordo. Dipende anche come installi il codice, ma avendo accesso a più piattaforme (brand diversi) di Web Analytics, monitorando i dati non ho mai trovato grosse divergenze. A presto!

  • http://sen-seo.blogspot.com Daniele Trombetti

    Ciao Simone, ho messo in pratica la tua tecnica. Funziona, difficile capire con quale parola chiave arrivano sulla pagina, ma almeno sappiamo dove atterrano. 😀

  • simleon

    Ciao Daniele, si agevola un pochettino la valutazione complessiva… sono contento che sei riuscito ad utilizzarlo. A presto.

  • http://www.v-energy.it V-Energy

    Ciao Simone, sono totalmente d’accordo con quello che hai detto.
    A parte il “not provided” non ci si può lamentare della completezza delle funziona di google Analitycs…
    Quale altro software sarebbe altrimenti in grado di darci queste opportunità?

  • Juny

    non funziona manco il fegato!