Archivio della categoria: SEO Approfondito

Hai perso diverse posizioni in Google? Colpa di un bug… forse

Hai perso diverse posizioni dopo l’ultimo aggiornamento di Google? Molti SEO ipotizzavano che il de-ranking fosse dovuto al nuovo algoritmo di Google che “penalizza” i siti con “troppa” ottimizzazione.

Per fortuna le cose non stanno così, anche perché questo nuovo algoritmo annunciato da Google non è stato ancora messo live.

La perdita di posizioni potrebbe essere temporanea, a causa di un bug. Matt Cutts, capo del web spam team in Google, ha detto che alcuni de-ranking sono dovuti all’indicizzazione erronea di alcuni siti come “parked domains”.

Il problema è stato risolto e nelle prossime ore i siti “colpiti” dovrebbero riacquisire il normale ranking. Continua a leggere

Bounce Rate e SEO

Ho scritto questo articolo semplicemente perché sono stufo di leggere articoli di “esperti SEO” parlare di bounce rate come fattore importante per il posizionamento in Google. Non amo fare critica ma in certi casi vale la pena, anche perché la disinformazione è cosa brutta.

Il bounce rate è un dato magnifico e sicuramente può aiutare a valutare la qualità di una pagina, ma non è detto che una frequenza di rimbalzo alta deve necessariamente indicare una qualità bassa. Continua a leggere

SEO per Google Places

La SEO localizzata ha fatto parte della mia crescita professionale negli anni che lavoravo come SEO in eBay (2005-2009) sul sito Kijiji.it , a suo tempo strutturato completamente su sotto-domini localizzati del tipo milano.kijiji.it, roma.kijiji.it… proprio per riuscire a posizionarsi bene con tutte le città con keyword come “annunci milano”, “annunci roma” ecc.. Qualche anno fa questa era una strategia perfetta. Kijiji dominava le SERP con tutte le query locali più importanti.

Siamo ormai prossimi al 2011 e non solo la strategia dei sotto-domini è da considerarsi “antica” come può essere un quadro di Leonardo da Vinci, ma ora anche la strategia che si usava fino a ieri potrebbe essere assolutamente inadeguata, soprattutto nel posizionamento per keyword locali.

Google ha cambiato le carte in tavola ancora una volta e chi gioca si deve adeguare. Il tema della SEO localizzata, ovvero la strategia di ottimizzazione per posizionarsi con “keyword + località”, era già ostico prima e ora con l’ultimo aggiornamento di Google lo sarà ancora di più. Questo perchè il motore di ricerca californiano ha deciso di dare molta importanza ai risultati di Google Places nella SERP, oscurando o quasi, i risultati

“normali”.

Ci sono anche altri fattori che rendono la strategia locale una vera e propria sfida per i SEO Specialists di tutto il mondo e questi sono:

  • L’algoritmo che gestisce le query locali è cambiato tantissimo diventando sempre più sensibile al comportamento dell’utente e all’IP della connessione internet (che determina una località specifica – seppur in Italia spesso imprecisa),
  • Molti SEO ipotizzano che la località nel dominio può aiutare molto il posizionamento locale,
  • Acquisire link “locali” è molto complicato.

Questi cambiamenti renderanno sicuramente più felici gli utilizzatori di Google che troveranno risultati sempre più pertinenti e rattristeranno tanti webmaster con siti a carattere locale.

Vista la nuova importanza di Google Places nelle SERP delle ricerche locali oggi voglio darvi qualche consiglio su come fare.

Strategia SEO Geocalizzata su Google Places

Gli aggiornamenti di Google hanno fatto si che ora ci sono due tipologie di risultati locali integrati tra di loro in una query:

  1. google palces con la mappa integrata (posizionati ai primi posti in una SERP)
  2. risultati “organici – classici” (con il nuovo aggiornamento vanno in secondo piano).

I fattori che determinano il posizionamento in Google Places sono diversi da quelli “classici” e questi sono:

  • Contenuti nelle schede di Google Places
  • Recensioni e giudizi degli utenti
  • Citazioni a carattere locale da siti autorevoli (i nuovi link)
  • Coerenza dei dati aziendali tra il proprio sito e le risorse esterne
  • Fattori lato utente: IP di chi fa la ricerca, user behaviour …
  • Ottimizzazioni ON-site classiche (Title / On page ecc)

Alcuni consigli utili per l’ottimizzazione in Google Places:

Inserisci la tua scheda in Google Places

Il primo step è sicuramente quello di inserire la tua azienda / attività su Google Places attraverso la registrazione. E’ da considerare anche l’inserimento su Bing Maps e Yahoo! Local.

Ottimizza i tuoi profili aziendali nelle varie directory a carattere locale

Così come i link sono fondamentali per il ranking nelle SERP “normali”, le citazioni nelle directory e nei siti a carattere locale “autorevoli”, ad esempio pagine gialle, sono fondamentali per un buon ranking in Google Places.

Un’attività di inserimento in queste directory e siti autorevoli è consigliata. Ogni tipologia di Business ha le proprie directory locali che Google considera autorevoli.

E’ importante ottimizzare tutti i vari profili aziendali online cercando di essere coerenti tutte le volte con i numeri di telefono e gli indirizzi. L’algoritmo di Google valuta molto questo fattore.

Per esempio, se sul sito utilizzo il numero di telefono con la forma +39 02 090 0901 dovrei fare lo stesso anche nelle directory e nei siti esterni. Scrivere il numero di telefono in modi diversi, ad esempio 0039 (0) 2 090 0901 sarebbe un errore.

Incoraggia i tuoi clienti a scriverti recensioni e darti dei giudizi

Un altro fattore fondamentale che può determinare il ranking in Google Places è la recensione e il giudizio dell’utente. Ovviamente migliori sono i giudizi migliore potrebbe essere il ranking. Incoraggiate i vostri clienti a lasciare una recensione su Google, è semplice e immediato. Una strategia che ho proposto ad un mio cliente titolare di uno studio dentistico è stata quella di offrire uno sconto a tutti i clienti che lasciavano una recensione su Google Places tramite apposito link.

Attenzione: Google è in grado di capire se una recensione è finta. Le recensioni finte sono contro la legislazione europea e comunque Google potrebbe escludere il vostro sito da Google Places con un ban.

Aumenta l’engagement con gli utenti di Google Places

Come in qualsiasi attività di Online Marketing, anche in Google Places l’engagement è importante. Questa si può aumentare con l’inserimento di immagini, video e buoni sconti sotto forma di coupon codes all’interno delle schede.

Oltre ai metodi nuovi non vanno dimenticati quelli classici della SEO, ovvero l’ottimizzazione on site che deve essere coerente con le località da promuovere.

Appena riesco vi propongo una lista di siti autorevoli da utilizzare per aumentare le citazioni esterne che miglioreranno il vostro ranking.

A presto e buona ottimizzazione!

Simone

Google Place Search:  Nuova funzione per la ricerca locale

Un esempio di query locale su Google.co.ukLa notizia arriva direttamente dal blog di Google. E’ online la nuova funzionalità Google Place Search, che ha lo scopo di migliorare la ricerca locale su Google. In pratica l’algoritmo di ricerca di Google Places è stato inglobato completamente nell’algoritmo standard.

La disposizione dei contenuti è la vera grande novità, dove la mappa va a finire sulla destra e i risultati “locali” linkati alla mappa vanno all’interno della SERP “arricchiti” da link utili più sociali dove è possibile trovare i commenti  e giudizi degli utenti,  notizie relative a quel link, foto e altro.

In Italia la funzione Place Search è operativa solo in parte. E’ invece totalmente operativa in US e in UK. Ecco un esempio di ricerca locale in UK: Pizza in London.

Riflessioni:

Non c’è dubbio sull’impatto migliorativo che ha questa funzione sulle ricerche locali degli utenti.
In termini di SEO questo cambiamento suggerisce agli esperti del settore di iniziare a dare più importanza a Google Places nella propria strategia di Search Marketing.

Un sito a target locale non inserito in Google Places potrebbe perdere una grossa opportunità di posizionamento e quindi visibilità!

E’ ormai chiaro che su tutte le ricerche locali l’algoritmo predominante è quello di Google Places. La visibilità dei risultati di ricerca di questo algoritmo è superiore ai risultati “classici”.

L’algoritmo che gestisce Google Places ha delle peculiarità diverse che ora più che mai vanno studiate. Una su tutte per esempio è che solitamente viene indicizzata la url della home page e non una pagina interna. Per esempio, se cerco “Pizza in London” su Google.co.uk tutti i risultati che fanno parte della sezione Google Place Search hanno come link la home e non una pagina interna.

Conclusioni

Le ricerche locali sono sempre di più gestite da Google Places e i risultati classici organici hanno perso importanza. L’ottimizzazione dei siti per Google Places sarà fondamentale se si vuole ottenere visibilità con le ricerche locali!

E’ per questo che amo il mio lavoro, quando si pensa di sapere tutto o quasi sul posizionamento, ti devi ricredere!

Voi che ne pensate?

Buon lavoro a tutti!

La velocità del server condiziona il posizionamento in Google

Sono anni che gli esperti si interrogano sull’importanza della velocità di caricamento delle pagine web nel ranking in Google.

La risposta ufficiale è arrivata qualche mese fa, per l’esattezza ad Aprile, quando Matt Cutts ha spiegato che la velocità del server è uno dei parametri utilizzati per l’algoritmo del motore di ricerca più famoso del mondo.

In realtà la community SEO mondiale si era convinta dell’esistenza di questo parametro nell’ algoritmo molto prima, anche perchè Google ha sempre affermato che in Adwords la velocità del caricamento della landing page era un elemento importante per l’assegnazione del quality score (e lo è tutt’ora).

C’è da dire che il fattore velocità del server non è tra i più importanti, visto che statisticamente solo l’1% dei siti hanno avuto cambiamenti nel ranking quando Google ha mandato live il nuovo algoritmo con questo importante aggiornamento. (Statistica resa nota da Google)

Lo Strumento per i Webmaster di Google ha una sezione dedicata proprio al controllo statistico della velocità delle pagine web del sito analizzato, a testimoniare che il motore californiano considera questo fattore e probabilmente potrebbe diventare sempre più determinante.

Ora che si ha la certezza dell’importanza della velocità di caricamento delle pagine è opportuno lavorare anche in questo durante l’ottimizzazione per i motori di ricerca. Continua a leggere

Il TrustRank in 6 punti

E’ ormai nota l’importanza del TrustRank nel posizionamento in Google, ovvero l’algoritmo che assegna un determinato valore ad ogni dominio a secondo di vari fattori.

Devo avvisare che il mio articolo è basato su test effettuati da me o da altri colleghi ed in parte su nozioni ormai acquisite.

Alcuni consigli che vi do ora sono frutto di una mia interpretazione logica dopo mesi di analisi effettuata su siti di clienti, ma non vi è nessuna prova scientifica.

Sto per elencarvi 6 metodi che “possibilmente” agevoleranno la visibilità generale del vostro sito.

1) Acquisite link da siti molto autorevoli nel vostro settore

Probabilmente questo è il più banale dei consigli. Google stesso ha fatto sapere più volte quanto sia importante ricevere link da siti autorevoli e con un tema attinente al proprio. Del resto la qualità dei link erano importanti anche prima dell’avvento del TrustRank, anche se ora l’importanza è maggiore. Un link da un sito “Trusted” da Google vale oro e potrebbe cambiare di molto la propria storia nel ranking.

Con il TrustRank la quantità non è più importante quanto la qualità. Continua a leggere

Meglio Sitemap XML o HTML per Google?

Questa è stata una domanda recente fatta a Matt Cutts, da un SEO Indiano di Nome Raj: “Google preferisce la sitemap xml o quella in HTML?”.

La risposta è stata: “entrambe”. La sitemap in HTML a differenza di quella XML è utile anche all’utente, se viene resa ben visibile e formattata in maniera ben leggibile.

Il consiglio di Matt Cutts è di adoperare entrambe le soluzioni, ma non ci sono problemi se si decide di usare solo una o l’altra. Entrambe aiuteranno Google a scovare tutti i contenuti.

Ecco il video originale in Inglese:

Alla prossima

Simone

URL strategiche per un impatto SEO al massimo

Quando si ottimizzano le URL per il posizionamento si presta sempre poca attenzione al fattore call to action e di conseguenza al CTR.

Uno studio recente effettuato da MarketingSherpa ha dimostrato tramite l’eye tracking che la URL in un listing nell’indice di Google influisce molto sul CTR. Nel dettaglio, MarketingSherpa ha dimostrato che un listing con una URL corta è cliccato il doppio rispetto ad un risultato identico nella stessa posizione ma con URL lunga. La URL lunga distrae l’attenzione dell’utente dal Title e dalla descrizione.

Dallo studio di eye tracking effettuato è facile notare che l’utente spende più tempo a leggere la URL lunga rispetto a quella corta, portando via l’attenzione dai due fattori più descrittivi e “call to action” del risultato di ricerca: il title e la descrizione.

Non so dirvi con precisione quanti caratteri compongano una URL lunga o corta, ma basta un po’ di buon senso.

Google e quasi tutti i motori di ricerca hanno risolto il problema delle URL dinamiche, ora gli spider sono in grado di leggere e indicizzare url con parametri ID, parametri di sessione e altre URL complesse generate con parecchi ID, ma questo non vuol assolutamente dire che l’ottimizzazione delle URL non è necessaria. Una URL con parametri numerici, lunga e complessa non è consigliabile per vari motivi. Ogni esperto SEO dovrebbe sempre ottimizzare le URL e testare nuove soluzioni per identificare le migliori.

Bisogna sempre tenere in considerazione che la parte dove viene esposta la URL in un risultato di ricerca viene letto dagli utenti e la URL da sola può bastare per farsì che l’utente clicchi o meno un certo risultato di ricerca.
Per questo motivo le URL dovrebbero essere ottimizzate esattamente come vengono ottimizzati i meta title e i meta description. Ogni URL dovrebbe contenere keyword (poche) attinenti al contenuto della pagina.

Ecco una linea guida con sei punti importanti per l’ottimizzazione delle URL:

1) Cerca di non avere URL dinamiche con troppi parametri. Escludi i parametri di tracking e non superare i due parametri.

2) Una URL che appare non dinamica è molto meglio da una dinamica a tutti gli effetti. E’ possibile rinominare una url dinamica rendendola all’apparenza statica, escludendo punti interrogativi e altri simboli utilizzati nelle URL dinamiche.

3) Una keyword nel nome del file ha più beneficio di una keyword nel sottodominio o nella cartella. (miosito.com/keyword.php è meglio di miosito.com/keyword/)

4) Per separare le keyword nella URL è meglio utilizzare il trattino “-“ al posto della underscore “_”. I motori di ricerca accettano entrambi e li trattano in maniera similare, ma per essere precisi è sempre meglio adottare il primo.

5) Troppe keyword in una URL non sono ben viste da Google, parola di Matt Cutts. Tre o quattro keyword vanno bene, sei o più diventa rischioso. Non ho notato casi di penalizzazione per troppe keyword in una URL, ma è sempre meglio seguire tutte le indicazioni date da Google e Co.

6) Utilizzare troppi trattini nel nome di un dominio non è una buona regola. Potrebbe essere visto come spam da parte di Google. Uno o due vanno bene, ma non di più.

Molti CMS e E-commerce Open Source, ormai quasi tutti, dispongono del Mod per riscrivere le URL e ottimizzarle. E’ uno strumento importantissimo per un ottimo SEO.

Simone

Sito in Inglese, ma come conquisto google.co.uk ?

12855724Un webmaster di recente mi ha chiesto come fare per indicizzare il proprio sito in inglese in Google.co.uk, sebbene sia ben posizionato in google.com versione inglese.

Il problema è la localizzazione che Google ha dato al sito e alle varie pagine del dominio. E’ importante sapere che il robot assegna la localizzazione in tre modi: IP del web server, link in entrata da altri siti, dominio.

Se non si ha la possibilità di avere un dominio UK o un web server UK, l’unico modo per riuscire ad essere ben indicizzati in Google.co.uk è acquisire il maggior numero possibile di link di qualità da siti che per google sono “UK”. Link da domini co.uk e link da pagine ben posizionate su google.co.uk sono l’ideale.

Non è un impresa impossibile, tuttavia il SEO fatto in lingua inglese è sicuramente più complesso e “challenging” del SEO in lingua italiana.

Simone