Archivio della categoria: PPC

Google Remarketing (Retargeting)

Era evidente che qualcosa sarebbe successo nel mondo del Content Network di Google Adwords. Le performance di questo canale, infatti, erano assolutamente da migliorare giacché troppo deboli rispetto ad altri canali di Marketing, soprattutto se paragonate ad altre forme offerte dai competitor.

Il colosso californiano ha affrontato il problema con diverse migliorie, tra cui con il famoso “retargeting”, già inventato e testato con successo in casa Yahoo! Google in realtà lo chiama “remarketing” ma sostanzialmente è la stessa cosa.

Cos’è il Retargeting?

Per spiegarti cos’è esattamente il retargeting userò l’esempio fatto da Google:

Facciamo finta che sei un commerciante online che vende stampanti e TV. Con il retargeting puoi far vedere annunci pubblicitari relativi alle televisioni a quelle persone che hanno visitato la sezione delle televisioni sul tuo sito e puoi proporre prodotti correlati rilevanti come sistemi audio surround, lettori DVD, ecc. In poche parole il sistema retargeting è sviluppato per seguire gli utenti che navigano il proprio sito o canali del proprio brand (per esempio Youtube) per poi proporgli gli annunci pubblicitari più idonei in siti esterni (più di un milione i partner di Google).

Ecco come funziona: Va aggiunto un pezzo di codice (remarketing tag) a pagine del tuo sito che corrispondono ad una certa categoria che vuoi promuovere. Per esempio, aggiungendo un tag per “TV” su tutte le pagine dove  vendi televisioni ti permetterà di servire annunci pubblicitari rilevanti sulle televisioni a tutti gli utenti che visitano quelle pagine.

Alcuni esempi di utilizzo del retargeting

Il retargeting può essere utilizzato per:

  • Proporre prodotti correlati a quelli acquistati / visitati nel proprio sito,
  • Far visualizzare annunci pubblicitari agli utenti che non hanno finito il processo di acquisto,
  • Rafforzare il Brand Awareness con una continua esposizione “comunicando” a utenti che hanno già visitato il sito almeno una volta.

Video su Come creare una campagna Google Remarketing

Un po’ di numeri

Un report recente di Advertise.com e SEMPO, ha evidenziato che il 70% dei marketer online non hanno una strategia di retargeting nel marketing mix. Questo fa capire l’opportunità di marketing che si viene a creare con la nuova funzionalità introdotta da Google.

I dati di performance sono molto positivi, infatti, Fetchback, una piattaforma di retargeting, ha divulgato dati che dimostrano che nel giorno di San Valentino, attraverso la loro piattaforma, gli advertiser hanno avuto un ritorno d’investimento del 600% con click through rates del 11%. La stessa Fetchback ha dichiarato che il retargeting può avere una performance migliore del 74% rispetto alle campagne PPC normali.

Conclusioni

Il retargeting è uno strumento di marketing molto interessante e se utilizzato nella maniera appropriata può dare solo benefici alle proprie campagne di Display.

Se vuoi sapere se il retargeting (o remarketing) è integrabile nella tua strategia di marketing, contattami. Posso consigliarti e gestirti le tue campagne su Google Adwords.

Campagna Amadori: I Cuor Leggeri

E’ online lo spot televisivo I Cuor Leggeri Amadori, sulle reti Mediaset.

Studio Web Luciani collabora con InnovaB nella strategia, creazione e gestione della campagna Google Adwords sui canali Search e Network.

La campagna ha lo scopo di promuovere le iniziative del brand “I Cuor Leggeri”. Vedi il sito per maggiori informazioni.

Questa campagna è un ottimo case study su come la televisione e il web lavorano in sinergia per divulgare la stessa proposizione pubblicitaria.

Simone

Una Campagna di Paid Search Perfetta in 10 Mosse

Se leggi Rankfirst, sei quasi sicuramente uno che non ha bisogno di spiegazioni troppo banali su come funziona una campagna di Paid Search. Questa Mini Guida è abbastanza avanzata per chi ha già avuto modo di conoscere le piattaforme più popolari come Google Adwords o Yahoo! Seach Marketing.

Ecco 10 consigli che possono migliorare il tuo CTR, migliorare il costo di conversione e abbassare lo spending.

1. Mostra i tuoi annunci nelle ore che contano

Non tutti gli orari sono giusti per mostrare i tuoi annunci o le tue creatività. Ogni settore ha un orario migliore. Ad esempio, lo sapevi che nel settore immobiliare l’orario migliore per far girare le tue creatività è dalle 9 alle 17? Uno studio di user behavior ha reso noto che gli utenti cercano casa negli orari d’ufficio ma non oltre le 17. Le cose stanno diversamente nel mercato dei sexy shop ad esempio. Il picco di traffico di quei tipi di siti è ben diverso.
Ecco perché è importante impostare l’orario di attivazione delle campagne in maniera studiata con i propri dati. Analizza i log del tuo sito per vedere quali sono gli orari più trafficati e fai delle ricerche per studiare il tuo settore. Sia su Google Adwords che Yahoo! Search Marketing è possibile impostare nelle preferenze l’orario di attivazione delle varie campagne.

2. Scegli le keyword accuratamente

La ricerca delle keyword è il lavoro più importante e il più lungo nella creazione delle campagne. Quando selezioni le keyword da acquistare devi sempre pensare all’utente e al contenuto delle tue pagine. Una keyword sbagliata può rovinare l’intero andamento della campagna. Motivo? Potrebbe abbassare drasticamente il CTR, aumentare lo spending in maniera sproporzionata o addirittura far scendere drasticamente il quality score dell’intero gruppo di Ads. Se hai intenzione di comprare keyword che potrebbero abbassare il CTR, perché troppo generiche, inserisci queste keyword in un gruppo a se. In questa maniera eviterai di rovinare un gruppo che ha all’interno keyword che convertono positivamente. Io solitamente utilizzo gruppi separati per le keyword poco dettagliate. Ricordati di distinguere sempre le keyword che devono portare traffico a quelle che devono avere un tasso di conversione alto. In questa maniera potrai giocare con il Bid in maniera più controllata. Per la ricerca di keyword non esiste niente di meglio del Google Keyword Suggestion Tool e della propria inventiva.

3. Usa molte keyword Long Tail

Generalmente le keyword long tail portano pochissimo traffico ma hanno un CTR davvero alto. Spesso anche il tasso di conversione di queste keyword è apprezzabile. Usa molto questo tipo di keyword giocando con la psicologia degli utenti. Aiutati con il tool di Google e usa la tua immaginazione. Anche se devo ammettere che spesso la mia immaginazione non arriva mai a pensare ad alcune assurdità che digitano gli utenti nei motori di ricerca. Superiamo noi stessi!

4. Utilizza le keyword negative

Assolutamente fondamentale. Quando si inseriscono le keyword broad matching, è assolutamente indispensabile limitare il campo d’azione di Google o di qualunque sia motore di ricerca. Come sicuramente saprai già, la keyword broad può essere associata ad altre parole assurde che magari non ci interessano. Ad esempio, se acquisto la keyword “auto” come broad, google mi farà apparire con miglia di altre keyword, come ad esempio “riviste auto”. Ti interessa apparire con la keyword “riviste auto” se la tua è una concessionaria? Non penso proprio. Anche perché la keyword “riviste auto” ti abbasserà il CTR. Chi ti clicca se il tuo annuncio parla della vendita di auto e l’utente sta cercando una rivista che parla di auto e motori? Inoltre, anche se la keyword dovesse generare click, sicuramente saranno click senza conversione, quindi uno spending inutile. Per evitare tutto questo, basta inserire nella lista di keyword le parole chiave a corrispondenza inversa. Ad esempio in questo caso, basta inserire “-riviste”

5. Pensa sempre alla stagionalità

Il discorso stagionalità è molto simile a quello dell’orario di attivazione degli annunci. Ci sono periodi più indicati rispetto ad altri per promuovere il tuo sito. Ad esempio, spenderesti davvero dei soldi per promuovere il tuo impianto sciistico ad Agosto? Ovviamente questa è una estremizzazione. Valuta attentamente i periodi migliori per promuovere i tuoi servizi o prodotti. Chi meglio di te “titolare dell’ attività” può conoscere i propri clienti? Se invece sei un professionista SEM e hai in gestione le campagne di paid search, parla sempre con il tuo cliente. Solo lui può conoscere bene i periodi migliori e il picco di richieste. Inoltre ricordati che i prezzi delle campagne scendono e salgono a secondo delle stagionalità. Ad esempio, la keyword “impianti sciistici Bormio” costerà meno a Marzo. Tenendo in mente questo è possibile comprare click a costo minore.

6. Gli annunci sono veramente quello che contano

Abbiamo parlato della scelta keyword ma in realtà quello che porta l’utente a cliccare l’annuncio è la qualità dello stesso. Crea sempre più annunci per gruppo per testarli. La piattaforma (Adwords, Yahoo! Ecc…) escluderà da sola l’annuncio meno performante riducendone l’impression.

E’ importante giocare con le creatività. Queste vanno testate e seguite giorno per giorno. Ti accorgerai che giocando con questo fattore puoi aumentare o abbassare il CTR di diversi punti. Ricordati di utilizzare sempre frasi call to action. Inoltre utilizza nel titolo dell’annuncio la keyword che digita l’utente inserendo  questa sintassi: {KeyWord:Keyword Opzionale}.

7. Lo Slogan è bello e funziona!

Se stai facendo delle campagne pubblicitarie diverse dal Paid Search, molto probabilmente stai gia utilizzando uno slogan. Ricordati i utilizzarlo anche nelle tue campagne di Paid Search. In questa maniera aumenterai il tuo brand awareness. Quando crei più annunci nei tuoi gruppi, utilizzane sempre uno con il tuo slogan.

8. Separa il content network dal search

Separa le campagne di content netwok o site targeting dal search. Solitamente il content network abbassa drasticamente il CTR. Tieni i due separati per gestirli meglio. Inoltre il content network non va sempre bene. Dipende dal mercato in cui sei. Valuta bene, testa e approfondisci.

9. Local

Ricorda la natura del tuo business. Non targetizzare le tue campagne per le ricerche nazionali o addirittura mondiali se sai già che il tuo business non oltrepassa il comune di Porto Recanati. Ricordati sempre di comprare le keyword locali e non quelle broad nazionali. Anche negli Ads specifica la località. Inoltre è possibile impostare la regionalità dell’intera campagna in quasi tutte le piattaforme di Paid Search.

10. Utilizza i software di Paid Search Management

Esistono in commercio vari software per la gestione delle campagne di Paid Search. Ma il software migliore in assoluto è gratuito ed è quello i Google. Si chiama Adwords editor e puoi scaricarlo gratuitamente qui.
Esso ovviamente funziona solo per Adwords. E’ fondamentale per la gestione di campagne grosse e soprattutto è stand alone. Non hai bisogno di essere collegato a internet per lavorarci e hai la campagna salvata direttamente sul tuo PC sempre a portata di mano. Non male no?

Buon lavoro!

Simone

La User Experience protagonista nel PPC dei motori di ricerca

E’ un concetto abbastanza nuovo per il search marketing, ma del tutto popolare in altri mondi come quello di eBay, Amazon ecc. Sto parlando della user experience come elemento fondamentale in una attività di internet marketing. La user experience sta diventando sempre più uno dei fattori determinanti anche nel mondo del PPC come Adwords e Yahoo Search Marketing.

Google è stato il primo motore di ricerca a “sposare” il concetto che ha reso eBay e Amazon famosi. La user experience, utilizzata per premiare o punire gli advertiser.

Mi allaccio a un articolo molto bello di David Rodnitzky che scrive come me sulla rivista specializzata Search Marketing Standard. Il suo articolo si intitola: “Is Your Money Green Enough for the Search Engines?” Il senso di questa domanda è abbastanza provocatoria e rispecchia esattamente il problema. Vuole far capire ai suoi lettori che si possono spendere anche 10 dollari a click per una keyword, ma non è detto che possano bastare per uscire tra i listing di Google o Yahoo!

I soldi da soli non bastano per comprare il traffico

Il quality score di Google non si basa solo sui fattori di ottimizzazione delle landing pages del sito, ma anche sulla user experience. La user experience è molto più difficile da controllare e da gestire per un marketer. I motori di ricerca hanno facoltà di “bannare” o rendere la vita impossibile (portando il CPC minimo a prezzi esorbitanti) agli advertiser che hanno una user experience negativa. Google ha messo a disposizione già da diverso tempo, un link che porta ad una pagina per rilasciare feedback dei risultati di ricerca di Adwords. Un utente può scrivere feedback negativi su un certo sito e Google può valutare di abbassare il quality score dell’advertiser o addirittura bannarlo da Adwords senza appello.

Ma quali sono le regole del gioco? Quali sono i fattori che determinano la user experience per Google e Co?

– Rispettare le promozioni e le offerte pubblicizzate negli annunci
– Spedire i prodotti entro i tempi scritti nel sito
– Addebitare il cliente degli importi giusti e chiaramente scritti nel sito al momento dell’acquisto

Il concetto del quality score è molto semplice e chiaro: Se gli advertiser di Google deludono gli utenti del motore di Ricerca, gli utenti di Google cercheranno tramite altri motori di ricerca, portando a una diminuzione di revenue. E’ semplice capire che è nell’interesse di Google che i siti sponsorizzati soddisfano gli utenti.

Avere un sito ben ottimizzato e un buon budget da investire nel PPC non è più sufficiente per comprare traffico di qualità a buon prezzo. La soddisfazione del cliente diventa fondamentale anche nel Search Marketing. Un quality score basso può far salire il CPC oltre i 10 euro.

Per non vedersi abbassare il quality score a causa della user experience è sufficiente essere onesti negli annunci pubblicitari, e rispettare le condizioni proposte nel sito. In realtà non vi sto dicendo nulla di nuovo, sto solamente ricordando gli aspetti fondamentali di un buon commercio.

Simone