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Guerra alle recensioni fasulle dagli USA

Fai una recensione fasulla su un prodotto o servizio? Rischi una multa salatissima

La Federal Trade Commission Americana ha appena rilasciato una linea guida che vieta blogger e utenti di altri social media come Facebook e Twitter di recensire prodotti o servizi con un ritorno personale senza specificarlo chiaramente.

I soldi comprano le recensioni...In realtà questa volta l’America non ha anticipato nessuno con questa linea guida federale, perché in Europa esiste da tempo e ha fatto già diverse vittime illustre – soprattutto in Gran Bretagna – come aziende famose (vedi caso Belkin con i commenti finti su Amazon). Per una volta noi europei siamo arrivati prima con una legge sensata seppur poco utile per fermare il marketing meno etico.

La legge Americana non vieta di creare recensioni “poco etiche” ma obbliga il blogger o l’utente che la scrive a specificare chiaramente che in cambio della recensione ha avuto un ritorno personale, ad esempio un compenso economico o un prodotto/servizio gratuito in cambio. La multa che si rischia è di 11 mila dollari, ma in Europa la legge è anche più severa.

Questa nuova normativa ha creato un gran scontento generale negli States. Blogger e utenti di social media non hanno apprezzato, anche perché le “fake reviews” in America hanno creato un business a cifre da capogiro. Basti pensare alla rete affiliati e il web marketing che fanno molte agenzie con questa tecnica offrendo in cambio prodotti omaggio e spesso anche soldi.

Inoltre lo scontento è dovuto anche al fatto che è quasi impossibile riuscire a mettere in un messaggio di 140 caratteri (twitter) una nota che indica che il tweet è condizionato da un ritorno economico per quella recensione. E inoltre, come fare a capire se la recensione di un prodotto o un servizio è onesta o finta? Chi giudica su cosa si basa?

In Inghilterra il problema delle fake reviews è molto grande. Il 77% degli utenti prima di comprare consultano le recensioni o i commenti prima di comprare online e purtroppo il 41 % di essi non sono consapevoli del fatto che molte recensioni o commenti possono essere condizionati da un interesse personale.

Il 9% degli utenti hanno ammesso di essersi sentiti imbrogliati dopo aver acquistato un prodotto basandosi sui commenti o sulle recensioni su altri blog. Questi dati sono stati resi disponibili da un sondaggio commissionato da Reevoo.com.

Voi cosa ne pensate? In Italia abbiamo lo stesso problema? La legge americana è giusta?

Personalmente ritengo che nessuno scriverà sul proprio blog: “Guardate che questa bellissima recensione che ho scritto è finta, perché mi hanno pagato dieci mila dollari per dire che questo prodotto è il più fico del mondo”. La nuova normativa ha un obiettivo nobile, ma funzionerà?

Vi consiglio questo articolo di approfondimento intitolato Recensione negative come combattere il cancro della rete” scritto dal mio collega e amico Andrea Moro sul suo blog.

Simone