set
21
2009
Cari amici, oggi vi voglio presentare un tool molto utile che ho trovato casualmente e che ho provato per voi.
Si chiama Keyword Eye, ed è un tool online completamente gratuito che serve a cercare ed esplorare keyword in maniera molto semplice e visuale in un ambiente web moderno.
Il tool funziona in tutte le lingue, infatti il primo step per l’utilizzo è proprio quello di selezionare la lingua e digitare la keyword da esplorare.
Keyword Eye è in grado di trovare keyword associate a quella ricercata mettendole in un keyword cloud ordinato a secondo del traffico che genera la keyword nel motore di ricerca di Google. I dati provengono direttamente dal database di Google.
Il tool inoltre è in grado di determinare la competizione delle varie keyword, agevolando il lavoro dell’operatore che ricerca le varie keyword per la propria campagna PPC o per un ottimizzazione SEO.
La keyword cloud può essere generata anche in ordine di competizione oltre che per traffico.
Ho trovato questo tool davvero interessante soprattutto per il fatto che è molto visuale e l’utilizzo è spontaneo e semplice.
Vi invito a provarlo seguendo questo link: keywordeye.co.uk
Simone
set
21
2009
Articolo proveniente dal vecchio DB (17-01-2008)
La Google Toolbar da sola è capace di individuare pagine ancora non indicizzate e farle indicizzare. Ora ne sono totalmente convinto dopo aver fatto dei test. Google ha più volte smentito , ma i test parlano da soli.
Il mio collega ed io abbiamo acquistato 3 domini completamente nuovi, senza una history e mai presenti nella cache di Google. Non abbiamo mai fatto conoscere a Google questi domini in nessun modo, tanto meno tramite link da parte di altri contenuti online. I domini erano top secret e lo sono tuttora perché stiamo ancora facendo dei test. Ho visitato le pagine di questi domini ad alternanza con la google toolbar attiva. Le pagine che ho visitato con la google toolbar attiva sono state indicizzare tutte, quelle che non ho visitato no! Alcune pagine le ho visitate con la Google toolbar non attiva e queste non sono state indicizzate.
Questo conferma la teoria di molti SEO, Google utilizza la toolbar per “scovare” nuovi contenuti, e probabilmente non solo, il che non è tanto piacevole. Spesso mi è capitato di lavorare on-site su domini nuovi con contenuti ancora in fase di progettazione e vi assicuro che essere indicizzati in quella fase non è positivo. In primo luogo perché Google acquisisce informazioni errate. Per lo meno così potrebbe essere. Quante volte avete lavorato su siti inserendo contenuti falsi solo per fare dei test? Se per sfortuna il bot passa proprio in quel momento, l’idea che si fa Google del sito è sbagliata. Potrebbe in questa maniera targetizzare il contenuto o l’intero dominio in maniera errata, rallentando poi il procedimento d’indicizzazione corretto quando il sito sarà effettivamente finito. E’ una questione di semantica.
Per questo motivo vi consiglio di escludere sempre lo spider mentre lavorate on-site su siti nuovi tramite il file robots. Google in qualche maniera può scovare i contenuti!
La Toolbar progettata in casa Google ha anche altri scopi. Quella di raccogliere dati davvero importanti che vanno a influenzare poi le SERP e non solo.
Anche qui servirebbero dei test che chiariscono meglio la vera interferenza che può avere la toolbar sui risultati di ricerca, ma non è facile! Qualcuno ha qualche idea in merito o ha voglia di mettersi in gioco?
Simone
set
21
2009
Questo articolo è scritto per chi si avvicina al mondo SEO. Ogni settimana voglio aggiungere dei contenuti per principianti che andranno nella rubrica “SEO di Base” toccando argomenti semplici ma interessanti per chi sta imparando ora il SEO. Iniziamo con il definire un termine utilizzato moltissimo qualche anno fa.
Quando ho iniziato a lavorare in questo settore si sentiva parlare spesso di keyword stuffing. Ma che cos’è esattamente?
E’ una tecnica utilizzata dai webmaster poco etici per aiutare il posizionamento di un sito in maniera “illegale secondo le linee guida dei motori di ricerca”. Tale tecnica consiste nel riempire una pagina di keyword nascoste in vari modi ingegnosi – o presunti tali. Il metodo più comune è l’uso dei fogli di stile.
Una volta, con questa tecnica si riusciva a risalire i risultati di ricerca in maniera facile e veloce. Ora questa tecnica è assolutamente inutile.
Inoltre il Keyword Stuffing é facilemente riconoscibile e i motori di ricerca penalizzano pesantemente questa azione di spam.
Simone Luciani